Ho sposato uno sbirro, la recensione

Andata in onda tra il 2008 e il 2010, Ho sposato uno sbirro è la fiction di Raiuno che ha permesso a Flavio Insinna di farsi conoscere dal grande pubblico.

La serie, a metà tra la commedia e il poliziesco, vede nel cast – oltre allo stesso Insinna – anche nomi di rilievo come quelli di Giovanna Ralli e Barbara Bouchet, ma anche Antonio Catania e Christiane Filangieri. Tra gli attori che hanno contribuito al successo di questo prodotto ci sono anche i giovani Francesco Arca e Serena Rossi, oltre a Marco Bocci e a Luisa Corna.

La storia

I protagonisti di Ho sposato uno sbirro sono Stella Morini e Diego Santamaria, interpretati rispettivamente dalla Filangieri e da Insinna: tutti e due lavorano come poliziotti a Roma. Diego e Stella si sono conosciuti per caso, e dopo essersi piaciuti hanno deciso di unirsi in matrimonio in men che non si dica: lei decide di andare a vivere a Roma e qui lavora nello stesso commissariato del marito.

Come è inevitabile in una serie comedy, le vicende professionali si intersecano con la vita privata, e non sono poche le occasioni di scontro tra i due coniugi, specialmente quando si tratta di decidere come effettuare le indagini.

Il successo

La prima stagione di Ho sposato uno sbirro si articolava su 10 episodi, ma visto il successo di ascolti ottenuto nella seconda stagione le puntate sono più che raddoppiate, arrivando a un totale di 24.

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Una scena dalla prima stagione di Ho sposato uno sbirro

A contribuire alla passione degli spettatori c’è anche il triangolo amoroso che coinvolge i due protagonisti: la terza incomoda è una ex di Diego, Lorenza, che lavora in qualità di pubblico ministero e che ancora non si è rassegnata alla fine di quel rapporto.

Non mancano, ovviamente, le risate e le occasioni di divertimento, soprattutto per merito delle madri di Diego e di Stella, che a modo loro contribuiscono a complicare ancora di più la vita di coppia dei figli.

La seconda stagione: Ho sposato uno sbirro 2

La seconda stagione di Ho sposato uno sbirro vede la famiglia allargarsi, visto che Stella dà alla luce due bambine, Camilla e Chiara. In più, in casa arrivano un cane e Nicholas, un bimbo in adozione. Il triangolo amoroso nel frattempo diventa un quadrato, con la ricomparsa di un ex di Stella, il vicino di casa Giovanni.

Divertimento e giallo

Un poliziesco familiare come Ho sposato uno sbirro si inserisce alla perfezione negli standard Rai, assicurando una notevole qualità anche per il suo stare in costante equilibrio tra il giallo e la commedia.

In ogni puntata c’è un caso che dà vita a un corto circuito tra la vita quotidiana di marito e moglie e le indagini in cui la coppia è chiamata a cimentarsi. Lui è commissario, lei è ispettore: è inevitabile, dunque, che non riescano a rimanere fuori dall’ufficio le vicissitudini domestiche e le peripezie sentimentali. E, d’altro canto, piombano in casa le indagini.

I riconoscimenti

Ho sposato uno sbirro nel 2008 ha ottenuto il premio di miglior fiction in assoluto in occasione del Gran Premio della fiction italiana: il riconoscimento è stato assegnato da Tv Sorrisi e Canzoni dopo che il settimanale aveva compiuto un sondaggio tra i propri lettori. Ma altri due premi sono stati attribuiti alla serie in quella circostanza: il primo è quello di miglior fiction di genere commedia, e il secondo è quello di miglior attore, diretto a Flavio Insinna.

Lo stesso Insinna, tra i protagonisti anche di Don Matteo, ha interagito nel corso delle puntate con i principali interpreti della fiction di Terence Hill: all’interno di Ho sposato uno sbirro, infatti, sono comparsi per vari camei Francesco Scali, Nathalie Guetta e Nino Frassica, che in Don Matteo impersonano rispettivamente Pippo, Natalina e il maresciallo Cecchini.

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