il ruolo del papà secondo la psicologia

Ruolo del papà: il punto di vista della psicologia

A quali compiti e azioni è chiamato ogni padre nella vita dei figli? Scopriamo cosa dice la psicologia!

Il termine Padre, nella lingua italiana, prende il significato di: “uomo che ha generato uno o più figli” e di “uomo che adempie nei confronti di qualcuno, il ruolo di guida e di protezione spirituale e morale“.

In termini psicologici può essere definito come colui che, a differenza della madre, deve “apprendere” il suo ruolo a partire dal giorno della nascita del proprio genito, fondandosi, quindi, su basi istintuali e naturali meno solide. Egli si ritrova così dapprima in una posizione di “terzo” che lo impegna nel non semplice compito di proteggere e sostenere la coppia madre-bambino, portandolo a incassare e assorbire tutte le difficoltà del momento in nome di un bene più grande.

Durante la crescita dei figli è anche colui che li impegna in attività generalmente più chiassose, destrutturate e dai tratti “spericolati” che sono però importanti nello sviluppo dell’autonomia e delle competenze sociali del piccolo.

Arrivata l’adolescenza del figlio/a, il padre sarà, invece, chiamato a sostenere l’indipendenza e l’autonomia dei propri figli, spingendoli sempre più verso il mondo adulto, esterno alla casa natia. Il padre si trova così in una posizione per niente comoda di mediatore che, da una parte spinge i figli verso una vita adulta e dall’altra accoglie e placa le ansie e preoccupazioni della moglie/partner.

Il ruolo paterno può quindi essere visto come un paradosso, dato che consiste nel mantenere una certa autorevolezza e virilità sul fronte sociale e extra-familiare e, al contempo, la rinuncia a il depotenziamento di questi aspetti più competitivi e mascolini a favore di atteggiamenti di cura e tutela del proprio nucleo familiare.

Infine c’è padre privato sul quale non ci si può qui soffermare perché è il proprio padre interno, che può anche non coincidere con quello biologico, ma che si rifà a quel vissuto personalissimo, fatto di ricordi e sensazioni uniche che differenziano ogni padre dall’altro, anche da quello del proprio fratello o sorella. Ecco è forse quello il padre più importante da rievocare, su cui riflettere e magari anche omaggiare, quello che, nel bene o nel male, ha influito su di noi e ci ha “innalzato”.

Non è difficile diventar padre; essere un padre, questo è difficile.
(Wilhelm Busch)

Antonio Salerno

Antonio Salerno

Psicologo, specializzando in Psicoterapia dell'adolescente e del giovane adulto. Ha seguito formazione sulla valutazione psicodiagnostica di adolescenti e adulti.
Oltre alla pratica privata, si occupa di integrazione e prevenzione del disagio in ambito scolastico e sociale. Da diverso tempo si interessa all'approfondimento di aspetti sia psicologici che socio-culturali e della loro applicazione in ambito clinico e psico-educativo.
Il dott. Salerno è raggiungibile all'indirizzo antonio.salerno587 @ gmail.com

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