Come affrontare l'incertezza in tempi di COVID: mantenere la progettualità

Come affrontare l’incertezza in tempi di COVID: mantenere la progettualità

Restrizioni della libertà e incertezza del futuro possono causare ansie e paure, ma ci sono dei consigli per restare positivi e superare questo momento

L’emergenza sanitaria dovuta al diffondersi, nel nostro paese, del virus Sars-cov-2, ha costretto la maggior parte di noi all’isolamento domiciliare, modificando così le nostre vite da un punto di vista pratico e psicologico.

Il nuovo contesto di vita, si caratterizza per l’emergere di timori per il contagio, di preoccupazioni per i propri cari e di annullamenti o riorganizzazioni di progetti  personali,  familiari, lavorativi e sociali. Tutto questo ha generato una certa destabilizzazione ed incertezza in molte persone, che si sono trovate a sperimentare un senso del limite delle proprie vite.

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Il non poter progettare il futuro come si era abituati a fare, rimanendo in una situazione di attesa di capire quando e soprattutto come si tornerà alle “proprie vite”, ha, difatti, un forte impatto psicologico.

Questi profondi cambiamenti, uniti ad un senso d’incertezza presente e futuro, possono portare a vivere sentimenti di ansia, paura, angoscia, tristezza ed anche noia.

L’importanza di riconoscere i propri vissuti emotivi

Riconoscere i diversi stati d’animo provati è sicuramente importante, in quanto permette di sviluppare una maggiore consapevolezza delle proprie emozioni, sensazioni e pensieri, orientando così la persona nel prendersi cura di sé in modo più efficace.

Facciamo quindi un po’ di chiarezza.

La paura potremmo considerarla come quell’emozione che emerge in risposta ad un pericolo soggettivo ma comunque reale (es. cane che abbaia, ecc.). Ad essa si susseguono dei cambiamenti fisiologici che ci iper-attivano, come la produzione di adrenalina, quella che, ad esempio, ci permette di correre più veloce o di non percepire la stanchezza in situazioni stressanti.

L’ansia, la si può definire come una condizione cosciente, costituita da sensazioni di paura ed associata a diverse reazioni somatiche (es. tremori, palpitazioni, vampate di calore e bocca asciutta). Essa può essere fisiologica e sana, quando ci avverte di un pericolo o quando crea quello stato di tensione utile ad affrontare al meglio una certa situazione. Se, però, risulta pervasiva e d’ostacolo ai propri obiettivi, può divenire psicologicamente non sana e fonte di stress.

L’angoscia è una condizione più strutturata rispetto all’ansia, che può anche essere generata da oggetti o stimoli meno specifici e identificabili. Questo vissuto può innescare pensieri negativi e preoccupazioni ricorrenti di non sempre facile gestione, con conseguenti sintomi fisici (tremori, problemi digestivi, insonnia, pressione al petto) e/o intensi sentimenti di tristezza e scoraggiamento. L’angoscia, per la sua non semplice e rapida comprensione, può quindi essere considerata come una “paura senza nome”, che può anche derivare da conflitti interiori più che da situazioni esterne.

Come gestire questi vissuti?

Poter gestire, senza lasciarsi sopraffare da queste emozioni, non è sempre particolarmente semplice, tuttavia possono risultare utili, alcuni accorgimenti.

Ansia “sana” e ansia “controproducente”

In primis, come detto in precedenza, è utile poter distinguere tra un’ansia sana e fisiologica (es stare attenti alle distanze, lavarsi bene le mani ecc.) ed una controproducente (es. correre al supermercato, prendere decisioni importanti su notizie non ufficiali). In questo senso è quindi importante fermarsi a riflettere se “si è padroni in casa propria” o se, invece, si sta agendo sull’onda di ansie e paure.

A impattare sulla sfera emotiva sono, inoltre, le variegate notizie e opinioni provenienti dai diversi mezzi di comunicazione, che non di rado puntano molto sull’informazione sensazionalistica. È quindi importante poter controllare le varie fonti d’informazione, ricercando e affidandosi a quelle ufficiali. Rispetto alle “voci di corridoio”, opinioni e suggerimenti forniti dalle diverse figure professionali, può essere utile tenerle in considerazione in virtù dell’origine delle stesse (es. epidemiologo, virologo, economista, giornalista ecc.) cercando anche di poter sviluppare un proprio pensiero critico.

→ Alcune fonti ufficiali d’informazione sull’emergenza coronavirus e sui diversi decreti e restrizioni:

 

Pensare positivo e mantenere una progettualità

Per poter “alleggerire” i propri vissuti emotivi, può essere utile ricercare e scoprire degli aspetti positivi, che possono anche favorire delle rivalutazioni personali. È, difatti, importante che questo periodo di residenzialità non venga inteso come solo una pausa o come del tempo da riempire per combattere la noia, ma anche un modo con il quale poter dare spazio al pensiero. In questo modo si può provare a immaginare e vedere alcuni aspetti delle proprie vite anche in un’ottica differente, reinventandosi e riscoprendosi in ambito privato, sociale e lavorativo.

Un’utile strategia per cercare di stemperare le paure e le ansie, evitando di farsi sopraffare dalle stesse, è sicuramente quello di poter mantenere un desiderio di ritorno alla normalità ed una, possibile progettualità. Gli orizzonti prima del 2 Aprile e poi del 4 Maggio hanno dato modo di mantenere una visione ottimistica e speranzosa verso il futuro, che è importante venga mantenuta. Ad una prima meta del 4 Maggio, nella quale perdureranno delle restrizioni, sarà importante il poter riuscire a coniugare il desiderio di libertà con i propri timori e la sicurezza personale. In linea generale può quindi risultare particolarmente utile, laddove possibile, il poter mantenere una certa progettualità familiare e sociale, ricordandosi che comunque attenersi alle indicazioni sanitarie non solo tutela la propria salute e quella pubblica, ma può anche essere visto come un modo per rafforzare il proprio senso di autoefficacia.

 Altri piccoli consigli

  • Condividere le proprie preoccupazioni e paure, cercando di dare parola alle proprie emozioni.
  • Il maggior tempo trascorso insieme, come anche la lontananza fisica, possono dar modo per affinare le capacità d’ascolto sia dei propri vissuti che di quelli altrui, diventando così anche un utile esercizio per il futuro.
  • Crearsi e tutelare gli spazi individuali nei quali svolgere delle attività e avere modo di crearsi un proprio spazio di pensiero.
  • Continuare a coltivare le proprie passioni e attività anche se in nuove modalità.
  • Sperimentarsi in nuove attività che possono così anche dare modo di scoprire nuovi aspetti di sé.
  • Mantenere una “connessione sociale” mediante i diversi strumenti tecnologici e attraverso nuovi modi di aggregazione.
  • Nonostante i diversi ritmi e modalità di lavoro è importante cercare di mantenere o comunque di non stravolgere cicli sonno-veglia.
  • Anche se le occasioni di mondanità vengono meno, è importante continuare a prendersi cura di sé e del proprio benessere psicofisico.
  • Se lo stato di malessere diviene di non facile gestione, chiedere aiuto ad un professionista può essere il miglio modo di aiutarsi.
Antonio Salerno

Antonio Salerno

Psicologo, specializzando in Psicoterapia dell'adolescente e del giovane adulto. Ha seguito formazione sulla valutazione psicodiagnostica di adolescenti e adulti.
Oltre alla pratica privata, si occupa di integrazione e prevenzione del disagio in ambito scolastico e sociale. Da diverso tempo si interessa all'approfondimento di aspetti sia psicologici che socio-culturali e della loro applicazione in ambito clinico e psico-educativo.
Il dott. Salerno è raggiungibile all'indirizzo antonio.salerno587 @ gmail.com

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