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Carnevale: è tempo di dolci fritti, ma da dove viene questa tradizione?

I dolci fritti di carnevale tra tradizione e geografia

Chissà perché a Carnevale la maggior parte, per non dire tutti, i dolci sono fritti? Forse perché a Carnevale ogni scherzo (fritto) vale?

A parte gli scherzi, secondo i riti religiosi di un tempo, i peccati di gola (e le voglie) erano “concessi” prima di entrare nel periodo magro della Quaresima: la trasgressione la faceva da padrona durante il Carnevale.

Un po’ di storia

Una festa molto simile al Carnevale era celebrata dagli antichi romani, i Saturnali (feste sacre a Saturno) e in questo periodo le “frictilia” erano uno dei simboli dell’eccesso.

Le frictilia erano dolci fritti nel grasso di maiale, il più noto strutto, e preparate in questo periodo, dall’inverno verso la primavera, stavano a sottolineare la ricchezza, l’opulenza, la vita. Infatti questo passaggio era simbolo di nascita, un emblematico rituale per passare dalla morte (inverno in cui tutto si congela) alla vita (primavera in cui la natura sboccia).

Le frictilia, si puó dire siano, le antenate delle chiacchiere, il nome piú comune perché a seconda della regione le ritroviamo come: bugie in Liguria e in Piemonte, o cenci in Toscana, le frappe a Roma, i galani in Veneto, o i crostoli (cróstui o gróstoi) in Friuli e Trentino, frittole, fiochetti in Emilia Romagna, sfrappole, lattughe a Brescia e Mantova. Tanti nomi per un dolce simbolo del Carnevale.

Le frictilia venivano fritte nello strutto, le chiacchiere in molti casi oggi giorno si friggono nell’olio di semi piú leggero e per chi é piú attento alla salute e alla dieta, la cottura in forno é quella preferita.

I dolci protagonisti del Carnevale

Le chiacchiere sono sempre state considerate un dolce povero: pochi ingredienti, facile da preparare spendendo poco. In seguito é stato arricchito ma di base sono sempre delle striscioline fritte, servite fredde e coperte di zucchero a velo.

Si possono conservare per molti giorni in luogo fresco e asciutto, chiuse sottovuoto o in sacchettini. Con le chiacchiere, forse le piú diffuse, a Carnevale si friggono altri impasti deliziosi.

Le castagnole, nome che é stato adottato per la loro forma tondeggiante simile a una castagna, é un dolce di Carnevale típico di molte regioni: dal Veneto, alla Romagna ed Emilia, Lazio e Campania. Si ritrovano ricette di castagnole sin dal tempo dei Farnese (intorno al 1684) e degli Angioini (verso il 1692).

Nelle varie regioni le denominazioni possono essere diverse (zeppole, tortelli, favette) ma la sostanza é la stessa e non mancano mai a Carnevale, varianti comprese: piccole palline fritte, morbide al loro interno e ricoperte di zucchero semolato.

Tra le varianti la copertura con lo zucchero a velo e anche cannella o con il miele; il ripieno di crema pasticcera o crema di cioccolato, panna o tanto altro; nell’impasto é previsto l’anice ma vengono usati anche altri aromi, come il succo d’arancia, o liquori, come grappa, strega, marsala dipende dai gusti.

Sempre per le persone attente alla salute (anche se per una volta…male non fa!) e alla dieta o se piacciono di piú, la variante della cottura al forno.

Insieme alle chiacchiere e alle castagnole in Campania troviamo le graffe di Carnevale, delle frittelle che si degustano anche tiepide, cosparse di zucchero semolato e ripiene con crema di cacao e mandorle o marmellata, nell’impasto a differenza di altri dolci di Carnevale ci sono le patate.

Le frittelle venete o fritole veneziane o fritoe, insieme alle belle maschere, non possono mancare nelle pasticcerie e nelle case di ogni veneziano. Le fritoe dolci all’uvetta e pinoli sono una specialitá da non perdere, servite e mangiate tiepide.

I tortelli dolci di Carnevale tipici milanesi e della regione Lombardia. Vuoti come da tradizione o riempiti con crema chantilly.
I crostoli gustati al naturale o tuffati nel miele fluido con scorzette di agrumi caramellati oppure ripieni a seconda dei gusti.

La pignoccata siciliana, piccole palline fritte ricoperte di miele messe su un piatto a formare una pirámide cosparsa di scorzette di arancia candite o mandorle tritate.

Redazione

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